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Finto fotografo di guerra

Finto fotografo di guerra smascherato dopo aver ingannato tutti

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Finto fotografo di guerra smascherato dopo aver ingannato tutti
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Da quello che dice, Eduardo Martins dovrebbe ora trovarsi in Australia, intento a girarla in lungo e in largo con il suo furgoncino. Ma per quello che se ne sa, difficilmente si avranno sue notizie in futuro. Immediato o remoto che sia.

La storia di Eduardo Martins è probabilmente la storia della truffa più grande che il foto-giornalismo abbia registrato negli ultimi anni. Se non da sempre.

Ma andiamo con ordine.

Eduardo Martins è un giovane brasiliano di 32 anni. Biondo e bello, si definisce come un fotografo di documentari. Dice di lavorare per le Nazioni Unite e di frequentare assiduamente i campi profughi. Nel tempo libero non disdegna nemmeno di fare surf per mantenersi in forma. E che forma!


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La sua occupazione principale, a suo dire, è quella di documentare l’orrore delle zone di guerra. Zone pericolose che lui, va detto, documentava splendidamente con le sue foto piene di pathos e partecipazione. Foto meravigliose che potevano essere pubblicate su qualsiasi giornale mondiale.

L’unico problema era che tutta la sua esistenza era una bugia.

Eduardo Martins surf
Eduardo Martins surf

Quando si dice una carriera folgorante

Il profilo Instagram di Eduardo Martins aveva, al momento in cui il suo nome comincia a circolare in giro, 60.000 follower.

Eduardo Martins Instagram
Eduardo Martins Instagram

La sua avventura prende corpo quando inizia a inviare delle foto alle maggiori agenzie che si occupano di foto-giornalismo. I siti di stampa, si sa, hanno sempre bisogno di immagini che documentino in maniera inequivocabile quello che i reporter raccontano con le parole. Specialmente in ambito di guerra.

Il suo account Instagram diventa anche il suo trampolino di lancio. In breve riesce a raggiungere la cifra di 120.000 follower. Raddoppiare i follower in poco tempo è una credenziale di ottimo livello per cominciare a farsi conoscere nel giro che conta.

Le sue foto raggiungono sono solo siti di minore rilevanza (South Front), ma anche testate ben più prestigiose e titolate. The Wall Street Journal, Le Monde e The Telegraph cominciano a pubblicare  suoi lavori per documentare l’orrore di ciò che accade nei territori di guerra.

Eduardo Martins su The Wallstreet Journal
Eduardo Martins su The Wallstreet Journal

E come comincia ad aumentare la sua esposizione sui media, cominciano a arrivare anche le interviste. Recount Magazine il 23 Ottobre 2016 lo intervista dopo che alcune sue foto erano state pubblicate su VICE magazine e su BBC Brasile in Luglio.

Qualcosa non quadra

Ma c’è qualcosa che non quadra. La prima ad accorgersi che c’era qualcosa che non tornava è stata Natasha Ribeiro, giornalista collaboratrice di BBC Brasile che vive in Medioriente. Tutta questa vita di avventure e di pericolo avrebbe dovuto lasciare in giro ben più di una traccia. Invece di Eduardo Martins, nessuno aveva mai sentito parlare o lo aveva incontrato nella vita reale.

Non c’era un singolo giornalista che lo avesse mai incontrato.

In un articolo di VICE, in particolare, intitolato “Sul fronte con i Peshmerga” e ora rimosso, Martins riferiva di aver vissuto per 20 giorni sul fronte iracheno. Era stato invitato in quei posti direttamente da un comandante Peshmerga che aveva poi incontrato successivamente in Sinjar, una città del Kurdistan che si trova sul confine siriano.

Ma la storia non regge. Altri due giornalisti BBC si trovavano in quel posto nello stesso periodo e entrambi hanno riferito di non aver mai né visto né conosciuto Martins.

I sospetti della giornalista e della BBC sull’identità di Martins cominciano a diventare più di uno. Contattato via WhatsApp sulla sua occupazione ribadisce: “Sono un umanitario (volontario) nel campo delle Nazioni Unite. Io lavoro per l’organizzazione dei campi profughi

Una posizione strategica quella di lavorare per l’ONU all’interno dei campi profughi  per riuscire a documentare tramite la fotografia le condizioni di vita di tutti i giorni in quelle situazioni delicate. Ovviamente partono le verifiche. Dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati fanno sapere che di lui non c’è alcuna traccia. Niente che si possa riferire a Eduardo Martins come dipendente o collaboratore.

False foto in scenari di guerra
False foto in scenari di guerra

Quando i sospetti cominciano a diventare più di uno, improvvisamente Martins chiude il suo account Instagram e sparisce dalla circolazione.

I’m in Australia, I made the decision to spend a year in a van running the world. I’ll cut everything, including internet, the IG (Instagram). Thanks, I’ll delete the zap here, stay with God.
Ovvero: ”Sono in Australia, ho deciso di passare un anno in un furgoncino vagando per il mondo. Taglio tutto, compreso internet, IG (Instagram). Grazie, eliminerò il superfluo qui, restate vicini a Dio.

Sono le sue ultime parole note.

Cosa succede dopo la sua sparizione

A poco a poco cominciano a arrivare in superficie le foto originali che il presunto Martins aveva dichiarato come sue. E l’elenco comincia a essere lungo. Il suo nome è sparito dai credits, così come (quasi) tutta la sua vita professionale online.

Che da chiedersi di certo: come tutto questo sia stato possibile? Specialmente nell’era di Internet, in cui basta fare un sommario confronto incrociato per arrivare a chi una foto l’ha veramente scattata, come mai nessuno si è mai accorto di nulla?

Anzitutto il sedicente Martins aveva invertito (riflesso) le foto rubate agli altri che si attribuiva. Con la riflessione, un riconoscimento automatico diventa difficile. Evidentemente i processi di riconoscimento automatico hanno molto da migliorare. E qualche funzione in più da implementare, di certo.

Come è potuto accadere

Come ha fatto il presunto Martins a costruirsi una carriera così folgorante e ad acquisire così tanto credito in un tempo relativamente breve?


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Anche questa è una domanda che può avere risposta considerando l’ambiente internet. Lui era riuscito a costruirsi una carriera utilizzando il metodo delle referenze incrociate: “sono famoso, ho già pubblicato lavori per BBC e Le Mond, perché non date un’occhiata alle mie foto?”. Può bastare questo? Può essere che non ci sia nessuno che si è imbattuto nella stessa foto da due fonti diverse? Evidentemente no.

Ad ogni modo questo mio vuole essere anche un appello: se qualche anima buona che si trova in Australia ha modo di avvistare, anche per errore, il suddetto Martins, veda di farsi scattare qualche foto in sua compagnia. Con la sua vera faccia oppure con quella con cui è diventato famoso. Se verificate da fonti terze, le sue foto potrebbero davvero valere tantissimo. Eduardo Martins è ormai una celebrità.

Ah, le foto del surfista-fotografo sono di Max Hepworth-Povel. Tanto per (non) cambiare metodo di rapina.

via BBC Brasile

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